RACCOLTA DEI FUNGHI   

É necessario che tutti coloro che, a qualunque titolo, praticano la raccolta dei funghi, si sforzino di osservare i consigli sotto suggeriti, affinché si possano evitare in futuro tutta una serie di danni alla natura ed alle persone, fino ad ora purtroppo perpetrati puntualmente ad ogni stagione.

Taluni potrebbero sembrare banali, altri forse eccessivi, ma abbiamo preferito elencarli lo stesso, poiché siamo convinti che non vi è nulla di banale o eccessivo, quando c’è in gioco la salute umana e la tutela dell’ambiente.

Poiché i funghi non li raccogliamo nel giardino di casa nostra, un primo blocco di suggerimenti, riguarda proprio il modo di accostarsi alla realtà con la quale entriamo in contatto, alla quale, di norma, non siamo abituati:

  1. considerando che in montagna (meta preferenziale dei fungaioli) il tempo può cambiare in modo improvviso e violento, è bene indossare degli indumenti idonei (i pantaloncini corti lasciamoli per il mare) e portare con sé almeno un impermeabile leggero.;
  2. anche le calzature devono essere adatte: bisogna sempre utilizzare scarponcini alti alla caviglia per evitare cadute, distorsioni, graffi, morsi di serpenti e punture di insetti. Le tanto usate scarpe da ginnastica, utilizziamole, per come dice il loro stesso nome, solo per le attività per le quali sono state concepite e realizzate (è come, di converso, se un atleta partecipasse ad una gara con degli scarponcini da trekking!);
  3. all’ingresso nel bosco, osserviamo attentamente l’ambiente circostante, evidenziando dei punti di riferimento che ci potranno essere utili per il rientro; possibilmente seguiamo un percorso lineare ed il più possibile conosciuto: ridurremo al minimo la probabilità di non ritrovare la strada del ritorno;
  4. non dobbiamo lasciare alcuna traccia del nostro passaggio, in particolare, non si deve, in alcun caso:
  • rompere o scalciare funghi che non si raccolgono;
  • spezzare rami, calpestare fiori, incidere alberi, spostare masse di foglie, solcare il terreno con rastrelli o con bastoni appuntiti, ecc.;
  • colpire piccoli animali del bosco, in particolare non bisogna tentare mai di colpire le vipere (che ricordiamo sono serpentelli che non raggiungono mai un metro di lunghezza!): è l’unico caso nel quale potrebbero attaccare l’uomo, cosa che non fanno mai, se lasciate in pace;
  • accendere fuochi, se non si è esperti e si conosce come limitarlo e come spegnerlo;
  • gettare cartacce, buste, lattine, bottiglie ed altro materiale inquinante;

in un solo pensiero, bisognerebbe comportarsi come se fossimo in un luogo "sacro" o, per chi non coglie tale concetto, comportarsi come se il posto che frequentiamo fosse di nostra proprietà.

Il secondo blocco di consigli è rivolto specificatamente alla raccolta dei funghi, nell’esercizio della quale, spesso si compiono degli errori talmente stupidi e deleteri, quanto evitabili:

I funghi vanno raccolti interi, senza strapparli o tagliarli alla base del gambo, inoltre non bisogna mai scavare attorno ai funghi raccolti: questa pratica, purtroppo invalsa in molti, è inutile e fortemente dannosa; inutile perché può portare al massimo (ma molto di rado) alla scoperta di qualche piccolissimo ed insignificante esemplare; fortemente dannosa perché con questo insulso gesto si rischia di distruggere il micelio, che avrebbe fatto nascere tanti altri funghi, chissà per quanti anni ancora;

vanno raccolti solo funghi sviluppati ed in buono stato di conservazione, tralasciando quindi sia gli esemplari immaturi che quelli vecchi; raccogliendo i primi, viene impedita la possibilità di riprodursi, senza alcun beneficio reale (un porcino di pochi centimetri, pulito e cotto, praticamente "scompare"!; raccogliendo i secondi, si porta a casa un prodotto di sicuro poco appetibile (non di rado molle, pieno d’acqua o addirittura di vermi), che spesso, la voglia di mangiare funghi ad ogni costo, fa ugualmente finire nel tegame con conseguenze facilmente immaginabili (si pensi solo che la maggior parte delle intossicazioni da funghi, non deriva dall’ingestione di funghi velenosi, ma di funghi eduli avariati!);

quelli conosciuti con certezza, vanno subito puliti dalle scorie (terra, foglie, ecc.) con un apposito coltellino e riposti in un cesto rigido ed aerato (mai in buste di plastica!);

quelli non conosciuti, ma che si vogliono far vedere ad un esperto al ritorno, vanno, sempre opportunamente puliti, riposti anch’essi nel cesto, possibilmente separati da quelli già identificati; ciò, non perché il semplice contatto con un fungo velenoso possa avvelenare anche quello buono (cosa impossibile), ma perché una volta a casa, magari ci si dimentica di quel fungo raccolto solo per curiosità, che potrebbe così facilmente finire in pentola insieme a tutti gli altri;

essendo i funghi facilmente deperibili, è buona norma, arrivati a casa, anche se stanchi, pulire subito quelli certamente conosciuti, e possibilmente anche cuocerli o quantomeno scottarli; quelli non conosciuti, vanno avvolti in carta stagnola e conservati al fresco e mostrati, appena possibile, ad un esperto.

Il terzo blocco di consigli riguarda come comportarsi per evitare un avvelenamento da funghi.

  1. Per prima cosa è importante mettere da parte la presunzione: avete fatto caso che quelli che si avvelenano sono sempre coloro che si sentono "esperti"? La conoscenza dei propri limiti, se è sempre una cosa positiva, nel nostro campo, potrebbe addirittura essere determinante per salvarci la vita. Per lo stesso motivo, bisogna diffidare dai praticoni che "conoscono tutti i funghi" ed affidarsi sempre e soltanto al consiglio di persone qualificate;
  2. poi sarà bene sgombrare il campo dalle credenze popolari, tutte prive del minimo fondamento:
    • non è vero che i funghi rosicchiati dagli animali del bosco, sono da considerare mangerecci, perché gli animali hanno un metabolismo diverso da quello umano, per cui potrebbero consumare anche senza alcun danno, funghi invece letali per l’uomo (ma poi, c’è mai stato qualcuno che ha seguito l’animaletto che ha mangiato il fungo per verificare se è stato male?
    • per lo stesso motivo è inutile ed anche crudele, fare assaggiare i funghi agli animali domestici; peraltro i funghi più pericolosi manifestano i loro effetti molte ore dopo dall’ingestione, per cui l’iniziale "benessere" del malcapitato cane o gatto, potrebbe facilmente trarre in inganno;
    • infine, è bene sottolineare che non esiste alcun metodo empirico per distinguere un fungo velenoso da uno commestibile: l’aglio, il prezzemolo, il cucchiaino d’argento e tutti gli altri metodi più o meno bizzarri che la fantasia popolare ha creato nel tempo, sono spesso stati alla base di avvelenamenti, talvolta purtroppo anche letali;